12 Febbraio 2021

Trend 2021: cosa cambia

Cattivissimo 2020?

Alla fine il 2020 una cosa giusta l’ha fatta: togliersi di mezzo. Con il 31 dicembre si è chiuso l’annus horribilis, un anno davvero maleducato che, tra le altre primizie, ci ha regalato una pandemia su scala globale… E l’impatto è stato davvero notevole, a tutti i livelli e per tutti, in tutto il mondo. 

Dal modo di vivere la nostra vita a quello di organizzare il lavoro, dagli affetti all’economia, dai salotti delle nostre case alle strade delle città – tralasciando l’aspetto sanitario – tutto è cambiato e lo ha fatto a una velocità tanto sfacciata da essere a tutti gli effetti “rivoluzionaria”.

Dalla necessità del Lockdown sono nate nuove abitudini, nuovi strumenti e nuove forme di interazione che, giorno dopo giorno, sono entrati a far parte della vita di tutti.

E adesso? Adesso c’è da capire. A poco più di un mese dall’inizio del 2021, c’è da capire cosa è cambiato e quali sono gli scenari e le opportunità per ricominciare.

Noi di Super ci abbiamo provato, almeno nel nostro ambito, e con il nostro consueto approccio. Da gennaio ad oggi abbiamo fatto i compiti, annotando e approfondendo gli aspetti più interessanti.

E nel frattempo, per cominciare con il piede giusto, è arrivato lo shock renziano (e sarebbe troppo facile qui giocarci una gif a tema). Insomma, tra un governo che scivola e un “signore dei Draghi” che forse ci salverà, ecco un bilancio di quello che il 2020 ci lascia e qualche previsione sui nuovi trend di questo 2021.

Fortuna che c’era la rete!

Sì, il 2020 è stato molte cose (alcune della quali qui non si possono ripetere), ma è stato anche l’anno del Web, della rete, una rete di sicurezza che ci ha tenuti connessi al mondo, ai nostri affetti, ai nostri desideri e al nostro lavoro. 

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I numeri che Il Sole 24 Ore ha recentemente pubblicato parlano chiarissimo: in Italia, durante la pandemia, 43 milioni di persone sopra i 18 anni (di cui almeno 3 milioni di neofiti) hanno utilizzato la rete per rimanere in contatto con amici, parenti e in generale con l’esterno. 

Chat, videochiamate, app, un lungo elenco di nuovi strumenti digitali che l’emergenza ha reso sempre più indispensabili, generando nuovi utenti e rafforzando le capacità e l’utilizzo della rete in quelli già esperti.

Ovvio il processo di digitalizzazione era già in atto, ma l’emergenza Covid e il Lockdown hanno dato un’accelerazione incredibile, rendendolo necessario qui e adesso.

Smart Working: è una rivoluzione? Eh, mi sa di sì!

Soprattutto per il lavoro la rete si è rivelata essenziale. 
Da un giorno all’altro ci siamo trovati a lavorare da casa, a distanza, senza ufficio e senza la presenza fisica dei colleghi. 

Relazioni, orari e spazi, mansioni, procedure, abitudini, tutto è stato messo in discussione con la nascita rapidissima di modalità del tutto nuove.

Nel 2020, in Italia, 6,5 milioni di persone hanno lavorato in Smart Working, il 90% di queste sperimentandolo per la prima volta (sono sempre dati riportati dal Sole 24 che amiamo leggere sorseggiando del buon brandy). 

Una vera e propria rivoluzione che, se all’inizio è sembrata momentanea e legata all’emergenza, oggi appare sempre più come una via efficace e praticabile, ovviamente con modalità, cautele e tempistiche diverse, con differenze evidenti da settore a settore.

Le previsioni dopo la pandemia vedono oltre 1/3 dei dipendenti italiani rimanere in Smart Working. Insomma, non si torna indietro. Con il 2020 qualcosa è cambiato. Lo Smart Working è destinato a rimanere nelle nostre vite, modificando il concetto stesso di “lavoro”.

La nostra esperienza: accompagnare il cambiamento

E in Super Agency? Fortunatamente qui in agenzia eravamo già abituati a lavorare da remoto, utilizzando tutti gli strumenti necessari. Insomma il lavoro agile per noi non è stato un problema. Certo, adesso non vediamo l’ora di tornare a guardarci in faccia! Ma organizzazione, riunioni, condivisione, lavorazioni… tutto è proseguito senza scossoni. 

Nel 2020 una delle nostre attività è stata proprio quella di affiancare alcuni clienti con progetti, consigli e risorse digitali per il passaggio al lavoro e alla comunicazione a distanza. Siamo convinti che questa attività continuerà anche nel 2021 e dopo l’emergenza.

Certo, sarà un processo meno aggressivo di quello sperimentato durante il lockdown. Il cambiamento non deve spaventare e scoraggiare, ma già oggi risulta fondamentale  l’importanza di creare nuove competenze, nuovi modelli organizzativi e di comunicazione, legati al digitale e al lavoro agile.

La necessità dei prossimi mesi sarà proprio quella di accompagnare questa trasformazione, supportando anche le aziende meno innovative con competenze, paradigmi e strumenti efficaci e sostenibili.

Proprio allo Smart Working abbiamo dedicato una serie di articoli. Eccoli qui:

Parlando poi di comunicazione digitale legata al 2020, ecco un paio di casi studio che non vuoi assolutamente perderti:

E-commerce: un’abitudine quotidiana

L’impatto del Covid è stato forte anche sulla scena retail e sulle abitudini di consumo degli italiani; e anche in questo caso un processo già in corso ha subito una velocizzazione e una diffusione senza precedenti.

Nel 2020 milioni di italiani hanno comprato in rete per la prima volta, superando incertezze e consuetudini mentali per scoprire che alla fine sì, l’e-commerce funziona e non è niente male.

Da perfetto sconosciuto o cugino di secondo grado, l’e-commerce è presto diventato un’abitudine, un gesto quotidiano anche per i più diffidenti e meno digitalizzati.

Prima per necessità, poi però anche per comodità e risparmio, abbiamo familiarizzato con i negozi virtuali, gli acquisti on-line e le consegne sulla porta di casa.

E così l’e-commerce è entrato prepotentemente nelle nostre consuetudini di consumo, una modalità a cui gli Italiani avevano in qualche modo resistito, con un piccolo ritardo sui paesi europei, ma soprattutto rispetto a Stati Uniti e Cina.

Ah, se va ti saperne di più, ecco qui un nostro caso studio dedicato proprio all’e-commerceTutti vogliono l’e-commerce.

Non solo grandi colossi

La spinta agli acquisti on-line ha portato vantaggi anche alle piccole botteghe tradizionali e ai negozi fisici che hanno saputo organizzarsi e sfruttare l’occasione. Secondo i dati forniti dal Sole 24, i retailer tradizionali che vendono sul web sono cresciuti infatti del 43% rispetto al +27% degli e-retailer specializzati (i colossi come Amazon, eBay, Zalando ecc, ma anche imprese specializzate più piccole).

Oggi, malgrado la flessione dei consumi e il parziale blocco del settore dei servizi, la domanda di acquisti in rete è in costante crescita e gran parte delle risorse delle aziende italiane saranno destinate proprio alla realizzazione di un sito per l’e-commerce e alla parte virtuale del business. 

Insomma le previsioni per il 2021 vedono l’esplosione definitiva dell’E-commerce che verrà a porsi come fattore strutturale del commercio. 

Il boom e-grocery: un nuovo trend

Un’altra novità innescata dal 2020 riguarda quei settori che si erano tenuti lontani da modelli di business digitali e che ora sono sempre più coinvolti in questa rivoluzione. Fra questi spicca il settore di beni essenziali, alimentari e servizi gastronomici che sempre di più si stanno orientando verso la distribuzione tramite consegna a domicilio. 

Come riporta l’Unione dei Coltivatori Italiani in suo articolo: mentre la mobilità degli italiani per recarsi ai negozi alimentari e di beni di prima necessità diminuiva del 42%, l’e-grocery da metà febbraio a metà aprile ha registrato una crescita settimanale media del 119% rispetto all’anno precedente, con picchi di +217%!

Senza contare la forte espansione del Food Delivery e delle app dedicate che, proprio durante le restrizioni Covid-19, hanno avuto grande sviluppo e il rafforzamento della presenza territoriale arrivando a servire il 100% delle città con più di 50mila abitanti e il 66% degli italiani (circa 40 milioni di persone).

Un risultato che vede consolidarsi i grandi nomi come Glovo, Deliveroo e Just Eat, ma anche nuove aziende minori e persino locali con app e servizi di consegna creati ad hoc durante la pandemia.

Pagamenti digitali: più sicuri, più rapidi e Covid Free

La diffusione di metodi d’acquisto digitali è andata a braccetto con l’utilizzo sempre più massiccio di tecnologie di pagamento elettroniche, abitudine che ha subito una forte accelerazione durante la pandemia e che oggi si presenta chiaramente come un trend destinato ad affermarsi nel 2021.

Nel 2020 anche gli Italiani hanno compiuto una decisa svolta verso sistemi digitali più innovativi, abbandonato il contante sia nei periodi di lockdown (cosa abbastanza ovvia) ma anche dopo e anche per le transazioni compiute nei negozi fisici.

La rilevazione dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano riportato dal Sole24 conferma che i pagamenti da smartphone sono schizzati a un +80% rispetto all’anno precedente, senza contare la continua crescita dei pagamenti con carta contactless e l’utilizzo massiccio di app dedicate.

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Per oggi è tutto, ma non finisce qui! Nel prossimo articolo ci concentreremo in modo specifico sulle più interessanti novità nel mondo della comunicazione e del marketing digitaleUH! Proprio in questi giorni, tra l’altro, We Are Social ha pubblicato il consueto interessantissimo report dedicato alla situazione Digital italiana. Da non perdere, specie per chi ama i numeri: Eccolo qui!

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Il Fortunatissimo

Il Fortunatissimo

Tre anni fa sono entrato in Super per un’informazione, da quel giorno vivo in sala server ed escogito piani di fuga per uscirne. Mamma, sono qui!